Mutuo prima casa



La casa è un bene primario per gli italiani, un obiettivo da raggiungere ad ogni costo. Spesso a prezzo di sacrifici. E di rischi.

Quando ci si trova nella necessità di accedere a un mutuo, ci si addentra in una giungla nella quale il povero risparmiatore si aggira con la stessa confidenza con cui si muoverebbe un cittadino nella foresta amazzonica. I tranelli, le insidie e gli agguati sono innumerevoli.
Termini tecnici come Tan, Taeg, Isc, Euribor, Spread lo stordiscono, facendolo piombare in un complesso di inferiorità dal quale si esce solo sfoderando un coraggio da leone (pronto ad essere comunque abbattuto).

Il povero contraente cerca di capire, di obiettare, ma poi alla fine - stanco e affamato di credito - appone la propria firma alla propria condanna pagando condizioni spesso esose per l’agognato mutuo, o comunque, palesemente fuori mercato (quando non da usura, se il mutuo è stato contratto molti anni prima).

Questa è la situazione in cui versano molte persone che decidono di aprire un mutuo per realizzare il sogno della prima casa: la sgradevole sensazione di essere una «preda».
Le tecniche per sedurre chi ha bisogno di credito si stanno facendo sempre più sofisticate, anche perchè ormai la concorrenza tra banche (alcune delle quali, come quelle straniere, specializzate sui mutui) è spietata. Il più pericoloso specchietto per le allodole è quello, ormai molto diffuso, del cosiddetto «tasso di ingresso».
Capita spesso, infatti, di vedere pubblicizzati ed esposti sulle vetrine delle banche tassi per i mutui molto bassi: 1%, 1,5%, 1,9%. Chi è alle prese con magri bilanci familiari è attratto come le formiche dal miele. Ma attenzione. Tali tassi sono in realtà in vigore solo per un periodo limitato di tempo. Allo scadere verrà applicato il tasso definitivo, detto «tasso a regime», ben diverso e più elevato.

Il tasso a regime tiene conto del parametro di indicizzazione (p.e. Euribor) e dello Spread, ovvero il margine applicato dalla banca, che può variare notevolmente. E che è bene conoscere subito, sin dall’inizio.
Un’altra cosa cui fare attenzione, quando si stipula il contratto di mutuo, è la differenza tra Tan e Taeg.
Il Tan, o tasso annuo nominale, indica esclusivamente la misura degli interessi dovuti su un prestito, senza tenere conto delle spese accessorie. Nel caso specifico di un mutuo con tasso di ingresso, esso considera il tasso di ingresso e quello a regime. Esso è quindi il costo «puro» del finanziamento, senza considerare le spese.
Il Taeg, o Tasso annuo effettivo globale, è il costo effettivo di un mutuo. Esso considera, nel calcolo, tutte le commissioni e le spese sostenute per ottenere il finanziamento (spese di istruttoria, di perizia, etc.) e per versare le rate.

La maggioranza dei potenziali contraenti non è comunque in grado di muoversi per soddisfare al meglio le proprie esigenze. Come fare per risparmiare, o comunque per evitare «tranelli» e clausole incomprensibili? Una nuova possibilità, da poco «importata» dall’estero, è quella di avvalersi dei Consulenti Finanziari Indipendenti, professionisti cioè pagati a parcella dal cliente che non hanno nessun vincolo di mandato dalle banche o dalle Sim. Queste nuove figure professionali, non percependo nessuna provvigione dalle banche tutelano esclusivamente gli interessi del cliente consentendogli di ottenere anche dei sensibili risparmi. (14 Ottobre 2005)

Fonte: Teramonews




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