Conti correnti a costo zero



Sono in molti a chiedersi se i conti correnti a costo zero siano in realtà veramente privi di spese. In molti casi non è così, celate vi sono delle spese a carico ovviamente del committente.

Per poter capire se esistono davvero delle spese a nostro carico dobbiamo leggere con molta attenzione quelle che sono le clausole che vengono riportate nel contratto che andiamo a sottoscrivere o che abbiamo precedentemente e fiduciosamente firmato. Sembra infatti che nessun conto corrente sia davvero a costo zero ovvero totalmente gratuito, diversamente può essere più conveniente rispetto ad altri.

E' probabile infatti che anche i conti correnti a costo zero presentino delle spese fisse legate alle diverse operazioni. Si parla infatti anche di costi "nascosti" che vengono occultati e che non sempre sono facili da scovare.

Teniamo d'occhio a:
1) il canone fisso che solitamente non viene pagato nel caso in cui il correntista depositi il proprio stipendio oppure garantisca una certa somma depositata, diversamente deve essere corrisposto;

2) Il bollo, obbligatorio per legge e pari a 34,20 euro, può essere sostituito sotto un'altra voce, per questo il cliente in alcuni casi è convinto di non pagarlo;

3) Le comunicazioni cliente/banca, che avvengono con posta normale e che quindi non riguardano il conto corrente sono quasi sempre a carico del cliente;

4) Infine ricordiamo anche quelle che sono le commissioni che riguardano gli assegni e le carte di credito ed i prelievi dagli sportelli bancomat.

Sul sito PattiChiari è possibile confrontare i conti correnti ed orientarsi grazie all’Indicatore Sintetico di Costo. Si tratta di un indicatore che calcola il costo totale annuale del conto corrente e che può essere utilizzato per fare un utile confronto dei conti correnti proposti dalle banche.




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