Quale mutuo dopo gli aumenti dei tassi?



(Dicembre 2005) - Mai come in questi mesi si parla del rischio collegato all'accensione di mutui a tasso variabile con lunghe durate, che superano anche i 30 anni, a seguito del rialzo dei tassi avvenuto ai primi di dicembre.

Lo scenario comunque, non è allarmante. Soprattutto considerando che negli ultimi mesi l'Euribor, salendo di circa 30 centesimi, ha scontato in anticipo il rialzo dei tassi della BCE.

Per capire la dimensione del fenomeno facciamo un esempio: se nei prossimi 5 anni i tassi salissero ancora di un intero punto percentuale, la rata di un mutuo da 100.000 euro trentennale, salirebbe a circa 470 euro al mese, con una differenza di 50 euro rispetto all'attuale.
Un aumento decisamente sostenibile per i clienti di quelle banche che hanno erogato mutui valutando un equilibrato rapporto tra la rata di mutuo da pagare ed il reddito mensile.

Per dare massima trasparenza alla nostra clientela, Banca per la Casa propone una strumento (H.O.M.E) che analizza il comportamento dei mutui in diverse ipotesi di rialzo dei tassi.
Il cliente può così avere ben chiaro dall'inizio quale rata può sostenere nei diversi scenari. Ci sono grafici di facile lettura e mette a confronto l'andamento delle rate di un mutuo a tasso variabile, con quelle di un variabile con cap e di un mutuo a tasso fisso.

Per quanto riguarda i prodotti, noi notiamo attualmente una tendenza del mercato ad orientarsi verso prodotti flessibili. Noi oggi consigliamo dei mutui che consentano al cliente di passare dal tasso variabile al tasso fisso (e viceversa) a distanza di 2 o 5 anni (Mutuo Slalom) e il Mutuo cap o Tetto Massimo che pone un tetto al livello del tasso per tutta la durata del finanziamento.


Patrizia Monzeglio
Direttore Marketing di Banca per la Casa - Gruppo UniCredit

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