La surroga compie 10 anni.


Autore: Massimo Manuel Bruognolo | 18/03/2017 ore 17.59

Fu nel 2007 che Pierluigi Bersani, al tempo Ministro per le Attività Produttive, introdusse una lunga serie di liberalizzazioni, come la portabilità gratuita del mutuo da una banca all’altra, nota come surroga. 10 anni dopo è sicuramente appropriato fare una attenta valutazione di quella decisione, che a nostro giudizio ha anche modificato l’approccio degli italiani al credito.

In prima istanza, la gratuità dell’opzione di portabilità ha incentivato molti italiani a beneficiarne. Infatti, ci siamo abituati a monitorare i tassi, confrontando le diverse proposte dei vari istituti di credito e le differenze tra tasso fisso e tasso variabile. Secondo MigliorMutuo, il mutuatario medio ha iniziato a gestire il proprio prestito in maniera attiva.

In aggiunta, le crescenti richiesti di surroghe hanno dimostrato che il “Bersani bis” è stato un discreto successo, che diede supporto al mercato dei mutui che, diversamente, avrebbe sofferto in misura peggiore la depressione del 2007. Partendo nel 2007 da un timido 4% - in termini di peso % sul totale di nuovi mutui – nel 2015 si registrò il picco di 30%. Tra il 2015 ed oggi (18%) si è registrata una flessione, dovuta al fatto che un’importante porzione di coloro che avrebbero beneficiato dalla surroga, ne hanno approfittato negli anni passati. Secondo il Sole 24 ore, circa il 75% della domanda di mutui surroga dipende dal crollo dei tassi fissi.

Probabilmente, nei prossimi mesi le richieste di mutui surroga diminuiranno, per stabilizzarsi intorno al 15-20% del totale del nuovo credito erogato. Ci si aspetta che i tassi fissi tornino a crescere, riducendo così il potenziale bacino di domande di surroga. Nei prossimi 4-5 anni la situazione rimarrà approssimativamente stabile, sebbene con un trend negativo, soprattutto perché non appare probabile che si registrino ampie oscillazioni dell’Euribor.

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