Primo semestre 2016: mutui in ripresa.


Autore: Massimo Manuel Bruognolo | 21/07/2016 ore 12.30

Il primo semestre del 2016 si è concluso positivamente per il mercato dei mutui, come descrive il recente rapporto del Barometro CRIF sulla domanda di mutui da parte delle famiglie. Infatti, tra gennaio e giugno di quest’anno si è registrato un +14,6% rispetto al medesimo periodo del 2015. Inoltre, l’importo medio apparentemente smette di diminuire.

Il primo semestre del 2016 vede consolidarsi con ottimismo l’aumento delle domande di nuovi mutui e di mutui surroghe. Ciò nonostante, nel mese di giugno dell’anno corrente il mercato dei mutui è stato meno performante, infatti si registra un -4,6% rispetto allo stesso mese del 2015. Il dato, sebbene negativo, non è preoccupante, infatti giugno 2015 aveva registrato una crescita sopra la media.

L’importo medio richiesto è in leggera flessione, sostanzialmente pari al valore registrato l’anno scorso (-0,5%), fermandosi a €122.519. Sebbene in calo, il trend negativo sembra arrestarsi, dunque è probabile che nei prossimi mesi la media torni a salire. La differenza con i valori pre-crisi è però notevole: nel 2010 l’importo medio richiesto era di €140.104. In precedenza si è detto che a giugno dell’anno in corso le famiglie hanno richiesto meno mutui, però occorre specificare che il loro importo medio è di €122.992, di poco superiore al dato di giugno 2015 e alla media del semestre.

Il barometro CRIF descrive, inoltre, quali sono le fasce d’importo richiesto più popolari. Quasi 1 italiano su 3 nel primo semestre dell’anno ha preferito importi compresi tra €100.000 e €150.000, mentre il 78,1% del totale ha optato per finanziamenti di importo inferiore a €150.000.

In aggiunta, l’ultimo Barometro CRIF sottolinea che la domanda di mutui si distribuisce maggiormente nella fascia di età tra i 35 e i 44 anni, che costituisce il 36,1% del totale. In generale, approssimativamente 2 richiedenti su 3 hanno meno di 44 anni. Infine, la domanda di mutui si indirizza maggiormente verso finanziamenti di durata compresa tra i 16 e i 20 anni, scelta dal 23,6% delle famiglie italiane. In generale, gli italiani optano per piani di rimborso medio-lunghi, scelta che riflette la necessità delle famiglie di avere rate poco incidenti sul bilancio mensile.

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